Il viaggio più avventuroso di tutti è quello che ci porta a riempire il vuoto di una pagina bianca. Hai il coraggio di affrontare questa sfida? Allora puoi diventare uno di noi... Un Narranauta!
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Marzo 17, 2006 |
FaccineGiulio passò il resto della giornata a stendere il rapporto dell’accaduto. Ne approfittò per commissionare al brigadier Pizzuti una ricerca sulla vittima. Era quasi sicuro che non lo avrebbe portato da nessuna parte, ma non poteva permettersi di lasciare nulla d’intentato.
“Alessandro Scarlatti, quarantadue anni, nato a Sant’Angelo Lodigiano, residente a Lodi” lesse ad alta voce Giulio dal foglio che gli aveva stampato Igor. “Web designer, due figli, divorziato.” Sospirò. “Tutto qui?”
“Beh,” abbozzò Igor, “ci sarebbe un’altra cosa, commissario… Qualcosa che forse potrebbe avere attinenza col nostro caso.” Il brigadiere sembrava stranamente imbarazzato.
“Lascia decidere a me se ha attinenza o no” disse Giulio, posando il foglio sulla scrivania e sistemandosi sulla poltrona. “Sentiamo.”
“Vede, commissario,” spiegò il brigadiere, “Scarlatti era stato lasciato dalla moglie perché aveva un amante.” Poi, abbassando la voce d’istinto, precisò: “Un amante senza apostrofo.”
“Ah” fu il commento di Giulio, non privo di una punta di stupore.
“E’ una storia che ha fatto un certo scalpore in città” proseguì Igor. “Sa com’è, nei piccoli centri, le voci girano. Ma il dettaglio più interessante è che Scarlatti e il suo uomo si erano conosciuti in un sito di incontri… Pare che Scarlatti fosse un vero fanatico di Internet. Praticamente viveva in Rete.”
“E proprio in Rete potrebbe aver incontrato il killer” concluse Giulio. “Un assassino che cerca le sue vittime su Internet… Una teoria che spiegherebbe i segni lasciati sui corpi.” Giulio si carezzò il mento. “E’ un’ipotesi che avevo già preso in considerazione, Igor. La possibilità che gli individui uccisi non avessero subito aggressioni casuali, ma fossero stati volontariamente attirati in trappola attraverso Internet… Caduti nella Rete. La chat, del resto, sarebbe uno strumento perfetto a questo scopo. In chat è facile fingere di essere chiunque… E agganciare persone di ogni età e orientamento sessuale.”
Giulio si alzò.
“Peccato che abbiamo già battuto questa pista, senza successo. Nessuna delle vittime precedenti era un’assidua frequentatrice di chat, anzi, molti di loro non possedevano nemmeno un computer. Comunque, per sicurezza, sarà meglio dare un’occhiata al PC di Scarlatti.”
“Sarà fatto, commissario.”
“Cosa dicono del corpo quelli della scientifica?”
“Pare che Scarlatti sia stato ucciso da un colpo al cranio inferto con un oggetto contundente. Ma non sapremo niente di certo fino all’autopsia.”
Giulio sospirò di nuovo. “Fino al prossimo omicidio, vorrai dire. Non mi faccio illusioni, se non abbiamo beccato il killer finora non lo beccheremo più, a meno che non commetta qualche errore clamoroso. Adesso, come al solito, il nostro amico sparirà nel nulla per un annetto… Finché non troveremo un altro corpo, in un altro vicolo, con un’altra faccina incisa sulla schiena.”
Giulio si avvicinò all’attaccapanni, prese la sua giacca e il suo cappello.
“Vado a casa. A domani, Igor.”
“Buonanotte, commissario.”
Quella del commissario non fu una buona notte. Sognò che stavolta le carni sulle quali veniva incisa la faccina erano le sue, ma lui non poteva vedere chi lo stesse torturando, perché l’incisione avveniva dall’interno. Una sinistra faccina sorridente appariva dal nulla sul suo petto, come se la lama che ne tracciava i contorni fosse dentro il suo corpo.
Provò quasi una forma di sollievo quando lo squillo del cellulare di servizio lo svegliò, strappandolo a quell’incubo. Mentre rispondeva, gettò un’occhiata alla radiosveglia: erano le tre del mattino.
“Pronto.”
“Commissario.”
Benché fosse ancora assonnato, riconobbe la voce di Igor e vi colse una venatura di sgomento.
“Che c’è?” chiese Giulio, scendendo dal letto.
“Ne hanno trovata un’altra” disse Igor.
“Un’altra cosa?”
“Un’altra vittima di Faccine, commissario.”
“Non è possibile. E’ passato troppo poco tempo. Dev’essere opera di un emulo.”
“Può darsi. Anche perché…” Il brigadiere tacque un attimo. “Stavolta è diverso dalle volte precedenti, commissario. E’ meglio che veda con i suoi occhi.”